Il nome TT© è sia le iniziali dei fondatori (Trezzi, Tomaselli, Cilla) sia una sigla che varia a seconda della forma che il progetto prende:
TT©: Transdisciplinar & Transitorial Caffè
TT©: Transdisciplinari & Transitori Casa editrice
TT©: Transdisciplinar & Transitorial Curatorial Projects
TT©: Transdisciplinar & Transitorial Contemporary Art Gallery
Il logo di questo gruppo è l’illustrazione di un rizoma.
©-La parola rizoma deriva dal titolo dell'introduzione del libro I mille piani di Gilles Deleuze e Felix Guattari.
©–A sua volta il titolo di questo libro deriva dal linguaggio botanico: il termine rizoma definisce quelle crescite vegetali che si contrappongono alla crescita binaria o arborescente. Edera e patata sono considerati rizomi.
©–Partendo da questo presupposto Deleuze e Guattari definiscono un sistema di pensiero antigerarchico e ultrapiatto basato su sistemi di connessione. Il loro sistema diventa una definizione della rete Internet ante litteram, nella quale anche il più piccolo fra i portatili può diventare in ogni momento un server e dove il sistema piramidale è impossibile da stabilirsi.
Questi presupposti hanno mosso Alice Giulia e Nicola nella composizione di questo spazio che nasce a Milano-galleria unorossodue– ma si sviluppa con altre sedi a Zurigo, Dovera, Monaco, Lugano ecc. In questi spazi Alice Giulia e Nicola alternano mostre di propri lavori a interventi di altri pensatori a loro congeniali. Le qualità dei lavori esposti negli spazi delle varie sedi di Rizoma sono le seguenti: semplicità tecnica, facile trasportabilità e alta possibilità di riproduzione.
TT© è come una boutique: sulle borse e sulla pubblicità sono stampate le diverse sedi nel mondo e il packaging (borse, cartella stampa, magliette, spille) è curato nel minimo dettaglio.
TT© è come McDonald: l'arte esposta è minima, semplice, tecnicamente replicabile. Gli spazi in cui sono esposte queste opere (e qui è comune all'idea di boutique) è sia riconoscibile (pareti con pattern a rizoma, moquette verde e una scritta al neon) sia adattabile, come un liquido nel recipiente in cui è versato, allo spazio in cui è ospitato.
TT© è come i Soros Center: si propongono come uno spazio per l'informazione, dove è possibile entrare in possesso di materiale (comunicati, riviste, cataloghi ecc.) che possa potenziare la conoscenza dello spettatore. Come i Soros Center scompaiono e riappaiono, vengono chiusi e riaprono con un altro nome o sponsor.
TT© è come la Stazione Utopia, come la Wrong Gallery, come Reena Spaulings Fine Art: il lavoro di Alice, Giulia e Nicola funge da catalizzatore per una serie di possibili eventi collaterali. Il team si compone per una divisione di ruoli anti gerarchica.
TT© è come la Gagosian Gallery di New York, Berlino, Londra, Los Angeles e Roma: è un luogo dove vengono venduti oggetti e dove gli stereotipi della galleria d'arte (rapporto intimo con i collezionisti, legame con la città) si sposano paradossalmente con mire imprenditoriale di livello globale. La decisione di aprire sedi anche a Robecco e Dovera si riallaccia al progetto Dream of a Provincial Girl (Sopot, Polonia, 2000) di Lucy McKenzie e Paulina Olowska.
TT© è come il progetto di metropolitana immaginaria di Martin Kippenberger: ogni fermata nel mondo ha un suo perché ma è inserita in un progetto più ampio e utopico.
TT© è come The Shop di Tracey Emin e Sarah Lucas o come In A Gadda Da Vida di Angus Fairhurst, Damien Hirst, Sarah Lucas: il primo era una fusione fra un negozio di souvenir, una galleria di multipli d'arte e uno studio d’artista; il secondo è musealizzare (è stata organizzata nel 2004 alla Tate Britain) un trascorso, un amicizia, un legame che diventa qualcosa di più.
TT© si propone
di sfruttare l'arte, e il suo sistema, come territorio nel cui proporre più che degli oggetti o dei concetti un vero e proprio stile di vita.
Giulia Cilla, Alice Tomaselli, Nicola Trezzi







